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L’ Italia, campione d’Europa per numero di frane

Corpo di frana su una strada

Su circa 900.000 frane censite nel territorio Europeo, ben due terzi, quindi circa SEICENTOMILA fenomeni franosi, sono localizzati nel territorio Italiano.

Nel 2018 l’ISPRA ha pubblicato un dettagliato rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia. Questa pubblicazione è molto utile per i decisori politici. Li aiuta a comprendere qual è la situazione, quali sono le aree più a rischio etc. Insomma un importante strumento per capire quali sono gli interventi da fare. Detto ciò, cerchiamo di farci anche noi un’idea sul rischio da frane e vediamo i dati più impattanti che emergono da questo rapporto:

Il territorio italiano esposto al pericolo da frana

L’ISPRA suddivide la pericolosità da frana in cinque categorie: da aree di attenzione ad aree a pericolosità molto elevata. Nel nostro paese, la superficie esposta a pericolo da frana è di circa 60.000 Km², ossia circa il 20% del territorio nazionale. Se ci concentriamo, invece, sulle zone a pericolosità elevata e molto elevata, scopriamo che ben l’ 8,4 % del territorio si trova in questa situazione.

la pericolosità da frana
(La carta della pericolosità da frana)

Va ben tenuto a mente che il pericolo, da solo, non genera nessun rischio se non vi sono persone, edifici, attività economiche, etc. esposti ad essi. Per questo motivo è molto importante andare a valutare il rischio che viene generato laddove vi sono insediamenti esposti (nel nostro caso) a pericolo da frana.

La popolazione a rischio frana:

Secondo lo studio dell’ISPRA, in italia ben 5.689.463 abitanti si trovano a rischio frana. Di questi, ben 1.281.970 persone, vivono in zone di pericolo elevato o molto elevato. Come possiamo vedere dall’immagine sotto, le persone che vivono nelle aree più pericolose sono distribuite in tutto il territorio e nessuna regione è esclusa.

(Popolazione a rischio frane che vive nelle aree più pericolose)

Gli edifici a rischio frana:

Gli edifici che sono a rischio frana nel nostro territorio sono 1.884.022. Di questi, quasi 551.000 sono localizzati in aree a pericolosità elevata e molto elevata.

(Gli edifici a rischio frana nelle aree a pericolosità più elevata)

Le imprese a rischio:

Le imprese che sono situate in zone esposte a pericolo di frana sono 403.719. Il rischio per le imprese, genera a sua volta un rischio per i lavoratori: ben 217.608 addetti lavorano in una situazione di rischio da frana. Il nostro ultimo dato che vedremo è quello delle imprese localizzate in aree a pericolo elevato e molto elevato: quasi 83.000 imprese!

(Le imprese che si trovano in aree a pericolo da frana elevato e molto elevato)

Va bene, abbiamo visto i numeri. Ma cos’è una frana?

Molto semplicemente una frana è una frana! Un movimento di terreno o di roccia, che sotto l’azione della gravità si muovono dalla loro sede originale verso il basso. Questi fenomeni possono interessare volumi estremamente variabili: da qualche decina di metri cubi fino a diversi chilometri cubi.

Esistono, inoltre, varie tipologie di frana, che vengono suddivise in base al tipo di movimento e al tipo di materiale interessato dal fenomeno. Questi eventi possono, inoltre, avere una velocità di movimento assai variabile: alcuni eventi sono estremamente rapidi (diversi metri al secondo), altri possono essere estremamente lenti (qualche centimetro all’ora/giorno).

Attenzione! la predisposizione di un territorio ad essere soggetto a fenomeni franosi dipende da molti fattori

In primo luogo, ovviamente, dipende dalla geologia del territorio, e l’ Italia in generale, è sicuramente molto “sfortunata” sotto questo punto di vista. A questo, poi, vanno sommati altri fattori che fondamentalmente sono di tipo antropico: ad esempio i tagli stradali, gli scavi, i sovraccarichi di pendii con edifici, etc.

Attenzione(parte 2)! Bisogna scindere i fattori predisponenti dalle cause scatenanti

Molto spesso le frane vengono messe in moto da fenomeni esterni, quali intensi eventi di pioggia, terremoti, forti fenomeni erosivi operati da corsi d’acqua, ecc.

Attenzione(parte 3)! Una volta che una frana è avvenuta, molto spesso si riattiva in futuro

Infatti quando un geologo rileva un deposito di materiale di frana, cerca indizi per capire lo stato di attività della stessa. A grandi linee, lo stato di attività di una frana viene suddiviso in: attiva, sospesa, riattivata e inattiva. Argomento, questo, molto delicato del quale non parleremo.

Il succo del discorso è: catalogare le frane e monitorare il loro stato di attività è molto importante ai fini della sicurezza della popolazione e del tessuto socio-economico locale. Ma come potete capire, avere chiaro il quadro della situazione, di certo non basta a garantire la sicurezza della popolazione.

Definire il rischio per le cose e le persone, in realtà, è molto complicato

Vi è una serie di fattori da tenere in considerazione (e talvolta da escludere) che porta ad avere delle situazioni di rischio che sono variabili nel tempo nel tempo e nello spazio: Ad esempio in determinate stagioni il rischio da frana è più elevato, oppure in determinate ore del giorno il rischio è più elevato (o meno), etc.

Come detto sopra, le frane molto spesso vengono innescate da fenomeni come precipitazioni eccezionali o terremoti. Come ben sapete, abbiamo i cambiamenti climatici in atto ed una delle varie problematiche che ci porteranno ( e che stiamo già affrontando) è l’aumento di fenomeni meteorologici estremi. Allo stesso tempo, viviamo in un paese (in generale) ad elevata pericolosità sismica. Quindi fatevi un’idea utilizzando solo queste due situazioni: i pericoli, e quindi i rischi, si intrecciano tra loro creando un vero e proprio mix letale.

Se è vero che la politica deve fare la sua parte, è anche vero che la popolazione non può vivere nella disinformazione! Avere un’idea dei rischi che corriamo è quanto meno una base di partenza.

I politici ci rappresentano, e se non siamo informati, chi e che cosa vanno a rappresentare?

Le informazioni riportate in questo articolo le trovate tutte nel rapporto: https://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/rapporti/rapporto-dissesto-idrogeologico/Rapporto_Dissesto_Idrogeologico_ISPRA_287_2018_Web.pdf

Nella prossima “puntata” riprenderemo questo report e andremo a concentrarci su un’altra importante problematica del nostro territorio: le alluvioni!

Antonello Aquilano

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