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Un grido di dolore, un grido d’allarme: ascoltiamo la voce della Madre Terra

Foto satellitare Terra

Nessuno è pronto! Nessuna persona, nessuno stato, nessuna istituzione. Il mondo intero messo in ginocchio da un nemico invisibile. Esso si diffonde in modo silenzioso e manifesta la sua presenza solo quando la situazione è ormai compromessa.

Il virus ha sconvolto tutto!

Ha colpito tutti, ma proprio tutti. In un modo o nell’altro ha causato danni a chiunque. Gli strascichi che lascerà sono inimmaginabili. Tuttavia, stiamo facendo questo grande sacrificio esclusivamente per difendere il bene più prezioso che ci sia: la vita!

Abbiamo bisogno di ricominciare a vivere ma allo stesso tempo è necessario preservare la vita. Dobbiamo ricominciare da subito con le dovute precauzioni ma sarà e dovrà essere diverso: è necessario che ognuno di noi diventi veramente consapevole sia dei pericoli ai quali siamo esposti e sia dei rischi che quotidianamente corriamo nel nostro paese.

Andrà tutto bene!

È stato il motto di questi due mesi, però mi chiedo: Quando? Perché? E soprattutto, come? Non penseremo mica di ripartire dimenticandoci tutto quello che abbiamo passato? Non penseremo mica che scampato questo pericolo saremo immuni da altre sciagure? Come farà ad andare tutto bene con terremoti, frane, alluvioni e vulcani ad esempio? Come farà ad andare tutto bene con l’inquinamento di acqua, aria e suolo? Come farà ad andare tutto bene con i cambiamenti climatici ?

Ci sono cose nel mondo che non possiamo controllare!

Questo virus ci deve ricordare che indipendentemente dalla nostra situazione sociale ed economica, c’è sempre qualcosa di più grande e importante di noi. “Prevenire è meglio che curare” deve diventare il mantra delle nostre vite, perché tutto può essere prevenuto ma non tutto può essere curato.

Dovremo imparare a convivere con questo coronavirus. Ma dovremmo anche imparare a convivere con i terremoti! In queste settimane ci sono stati eventi sismici rilevanti in Calabria, in Grecia, in Croazia, in Lombardia, in Emilia-Romagna. I terremoti non aspettano nessuno e al momento possiamo solo sperare che non accada nulla, come purtroppo facciamo da sempre. L’unico modo per poterci convivere è avere case sicure e infrastrutture adeguate.

Cosa potrebbe accadere se si verificasse un forte terremoto in questo istante in Italia?

Quando questo terribile incubo sarà finito dovremo affrontare un periodo di autentica ricostruzione.

Sì, principalmente bisognerà rimettere in piedi il tessuto economico e sociale del paese ma sarà necessario anche porre la salute delle persone realmente al primo posto.

Abbiamo una grande e triste tradizione di catastrofi legate ad eventi sismici e di dissesto idrogeologico. Al giorno d’oggi non è più accettabile ritrovarsi ogni volta a dover fare la conta delle vittime dovute a terremoti o alluvioni, nonostante tutte le conoscenze che possediamo grazie al progresso scientifico. Ormai sappiamo benissimo che sono fenomeni che fanno parte del territorio italiano da sempre.

La prevenzione dovrà essere uno dei pilastri su cui fondare questa ricostruzione.

Questa brutta storia deve farci aprire gli occhi anche su quante cose assurde possano capitare in questa vita. Oggi siamo protagonisti di un’ importante pagina storica che domani i nostri figli e nipoti studieranno sui libri di scuola.

Stiamo vivendo un’esperienza che non avremmo mai immaginato di dover vivere!

E dobbiamo renderci conto che al netto di tutto stiamo riuscendo comunque a fare la differenza.

Stiamo riuscendo come collettivo a mettere in campo tutta la forza necessaria per risolvere il prima possibile questa situazione.
(Forza che probabilmente non immaginavamo di avere)

Bisogna però anche analizzare la realtà dei fatti!

Il rischio di una pandemia era stato più volte evidenziato dalla comunità scientifica (e non solo). La stessa comunità scientifica che ci sta mettendo in guardia da molto tempo (e con maggior attenzione) riguardo i possibili scenari “apocalittici” provocati dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento ambientale. Ciò che ha provocato questo virus, infatti, è solo l’ennesima dimostrazione del fatto che postporre e negare a priori che qualcosa possa accadere sono due azioni estremamente dannose.

Bisogna muoversi!

I cambiamenti climatici sono in corso e questo è un dato di fatto. Dobbiamo provare assolutamente a rallentarne l’azione per avere più tempo per poterci adattare ad essi. La chiave sarà proprio questa: dovremo essere in grado di adattarci ma dobbiamo cominciare a farlo ora.

Il tempo sta scadendo!

In questa emergenza stiamo comprendendo quanto sia importante il contributo di tutti noi. Paradossalmente, infatti, restando a casa siamo proprio noi i protagonisti di questa lotta contro il virus. Questa potrebbe diventare l’occasione giusta per prendere coscienza del fatto che solo comportandoci nel modo corretto è possibile affrontare grandi situazioni di emergenza.

L’inquinamento, ad esempio, non lo vediamo ma agisce in background nell’ambiente in cui viviamo ed è prodotto addirittura dai nostri stessi comportamenti.

Terremoti e cambiamenti climatici sono allo stesso modo “nemici” invisibili che potrebbero stravolgere le nostre vite da un momento all’altro.

Tutti dobbiamo capire che ognuno di noi può fare la differenza e che solo lavorando tutti nella stessa direzione si possono fare grandi cose.

Alla fine si tratta di difendere il bene più importante che ci sia ossia la vera protagonista delle grida d’allarme che quotidianamente ci giungono dal mondo in cui viviamo.

Avrete compreso di cosa si parla: la vita.

Antonello Aquilano

1 commento su “Un grido di dolore, un grido d’allarme: ascoltiamo la voce della Madre Terra”

  1. Molto interessante e pieno di spunti di riflessione, soprattutto il concetto di “adaptation” che ho ritrovato tra i temi trattati dal giornalista e divulgatore scientifico Marco Merola.

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